La mente di un individuo è straordinariamente complessa: accadono molte più cose nella mente di ciascuno di noi, di quanto possiamo esserne consapevoli.
E' questa la cosiddetta scoperta dell'inconscio.
Stephen A. Mitchell
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IPA AIPsi SINPIA SPI SIP
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Ogni manifestazione dell'espressività umana, in qualsiasi forma si manifesti, dalla più privata e condivisa solo con se stessi, per esempio nel sogno, a quella pubblica e socializzata, comprese quindi le produzioni scientifiche e artistiche, risponde al bisogno intimo di dare una forma all'esperienza interna di sconcerto e di sofferenza per la rottura di un equilibrio.
«Anche il più semplice, più piccolo uomo, quando ha la sua nevrosi segnala a se stesso un conflitto: è tempo di andare, è tempo di pensare. La psicoanalisi può essere considerata come l'attività e lo strumento capace di raccogliere ed ampliare il debole segnale e consentire a quest'uomo di dirsi e sviluppare il suo “no”, trovando la libertà dentro di sé»
Di Chiara, 1985
«Anche il più semplice, più piccolo uomo, quando ha la sua nevrosi segnala a se stesso un conflitto: è tempo di andare, è tempo di pensare. La psicoanalisi può essere considerata come l'attività e lo strumento capace di raccogliere ed ampliare il debole segnale e consentire a quest'uomo di dirsi e sviluppare il suo “no”, trovando la libertà dentro di sé»
Di Chiara, 1985
Ricerca della verità nell'arte
La mia arte è un'autoconfessione. Per suo tramite io tento di far luce sul mio rapporto con il mondo. Si potrebbe anche considerarlo egoismo. Comunque sia, ho sempre pensato e sentito che la mia arte potrebbe aiutare gli altri a fare luce nella loro ricerca di verità.
[...]
Io credo unicamente in un'arte che sia dettata dal bisogno umano di aprire il proprio cuore. Occorre che l'arte intera - la letteratura come la musica - nasca dal sangue del proprio cuore. L'arte è il sangue del proprio cuore.
[...]
Io credo unicamente in un'arte che sia dettata dal bisogno umano di aprire il proprio cuore. Occorre che l'arte intera - la letteratura come la musica - nasca dal sangue del proprio cuore. L'arte è il sangue del proprio cuore.
Munch. E.
L'interesse dell'estetica per la psicoanalisi
La psicoanalisi riconosce anche nell'esercizio dell'arte un attività che si propone di temperare desideri irrisolti. Le forze motrici dell'arte sono gli stessi conflitti irrisolti che spingono altri individui alla nevrosi e che hanno indotto la società a fondare le sue istituzioni.
L'artista persegue innanzitutto la propria liberazione e, comunicando con la sua opera, la trasmete ad altri che soffrono degli stessi desideri trattenuti. Egli rappresenta come appagate le sue fantasie di desiderio più personali, e queste divengono opera d'arte soltanto se vien loro impressa una forma di versa che mitighi l'aspetto urtante di questi desideri, ne celi l'origine personale, e offra a gli altri, rispettando le regole del bello, seducenti premi di piacere
In quanto realtà ammessa convenzionalmente, in cui grazie all'illusione artistica simboli e formazioni sostitutive possono suscitare autentici affetti, l'arte costituisce un regno intermedio tra la realtà che frustra i desideri e il mondo della fantasiache li appaga, un dominio in cui si direbbe siano rimaste in vigore le aspirazioni all'onnipotenza dell'umanità primitiva.
Bibliografia:
L'interesse per la psicoanalisi da parte delle scienze non psicologiche (1913 -OSF)
Il folle e l'immaginazione

Tutti sanno che i folli devono il loro internamento a un piccolo numero di atti legalmente reprensibili e che senza questi atti la loro libertà (ciò che si vede della loro libertà) non sarebbe messa in discussione. Che essi siano in una certa misura vittime della loro immaginazione, io sono pronto ad ammetterlo intendendo nel senso che essa li spinge all'inosservanza di certe leggi al di fuori delle quali la razza si sente lesa, fatto questo che ogni uomo ha conosciuto a proprie spese. Ma il profondo distacco che essi dimostrano nei confronti del nostro comportamento contro di loro, e persino delle varie punizioni che venogno loro inflitte, permette di supporre che essi trovino un grande conforto nella loro immaginazione, che essi godano abbastanza del loro destino da sopportare che esso valga soltanto per loro. E perciò le allucinazioni, le illusioni ecc., non sono una fonte trascurabile di piaceri.
A. Breton, dal Manifesto del surrealismo, 1924
L'immaginazione ed Einstein
L'immaginazione è più importante della conoscenza. La conoscenza è limitata, l'immaginazione abbraccia il mondo
L'impossibile
Analizzando e valutando ogni giorno tutte le idee,
ho capito che spesso tutti sono convinti che una cosa sia impossibile,
finché arriva uno sprovveduto che non lo sa e la realizza...
Albert Einstein
ho capito che spesso tutti sono convinti che una cosa sia impossibile,
finché arriva uno sprovveduto che non lo sa e la realizza...
Albert Einstein
Dipingendo imparo a vivere
Ricerca della verità nell'arte

La mia arte è un'autoconfessione. Per suo tramite io tento di far luce sul mio rapporto con il mondo. Si potrebbe anche considerarlo egoismo. Comunque sia, ho sempre pensato e sentito che la mia arte potrebbe aiutare gli altri a fare luce nella loro ricerca di verità.
[...]
Io credo unicamente in un'arte che sia dettata dal bisogno umano di aprire il proprio cuore. Occorre che l'arte intera - la letteratura come la musica - nasca dal sangue del proprio cuore. L'arte è il sangue del proprio cuore.
[...]
Io credo unicamente in un'arte che sia dettata dal bisogno umano di aprire il proprio cuore. Occorre che l'arte intera - la letteratura come la musica - nasca dal sangue del proprio cuore. L'arte è il sangue del proprio cuore.
Munch. E.
La bambina malata II, 1896, litografia, Oslo, The Munch Museum
Conoscete il mio quadro L'urlo?
Munch e Jacobsen
Annotazione di E.Munch intitolata Guardando indietro
Vedi il ritratto di Jacobsen press il seguente indirizzo: http://www.abcgallery.com/M/munch/munch184.htmlMunch fu ricoverato a lungo presso la clinica psichiatrica privata diretta dal Dott. Daniel Jacobsen a Copenaghen. La terapia comportò massaggi, bagni con varie sostanze e ripetuiti trattamenti con elettroshock senza convulsioni.
Munch realizzò uno schizzo su carta nel quale ritrae se stesso mentre viene sottoposto ad elettroterapia dal dott. Jacobsen assistito da un'infermiera, nella parte superiore del foglio è scritto:
"Il professor Jacobsen elettrifica il celebre pittore Munch e modifica il suo pazzo cervello mediante una forza maschile positiva e una femminile negativa".
Marco Alessandrini, La mente spiegata da Edvard Munch
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